Dellamorte Dellamore

- Regia:Michele Soavi.
- Con:Rupert Everett,Anna Falchi,Barbara Cupisti,Stefano Masciarelli,Francois hadij-Lazaro.
- Genere:Horror
- Paese:Italia
- Anno:1994
Quando rividi Dellamorte Dellamore la seconda volta(la prima ero bambino),devo dire che mi piacque molto,solo mi sembrò un poco forzato riguardo al suo voler esser profondo ed al suo scadere abbastanza spesso nel trash(marchio di fabbrica del trio Soavi,Bava-figlio,Argento).
La terza volta invece ne ebbi sensazioni molto più forti(come diceva Sciascia la rilettura è un'altra cosa),particolari non colti che lo rendevano molto diverso dagli altri esponenti dello stesso genere; personaggi,dialoghi,ambientazioni distanti anni luce dai clichè dell'horror perfettamente amalgamati alle atmosfere oniriche del romanzo a cui è ispirato(il film è tratto dall'ottimo romanzo omonimo di Tiziano Sclavi creatore anche di "Dylan Dog" a sua volta ispirato dallo stesso),insomma per me uno di quei rari casi di affezione ad un film che dura nel tempo e che mi spinge a rivederlo sempre con immenso piacere.
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| Il primo amore non conta niente, è l'ultimo che conta.. |
Morti viventi.........e vivi morenti
Francesco Dellamorte(Rupert Everett) è il custode del cimitero di Buffalora(improbabile e inquietante paesino lombardo)che ha come curiosa caratteristica l'antipatica insistenza dei propri "inquilini" al non volerci rimanere, tant'è che prima dei 7 giorni dalla sepoltura questi escono dalle tombe costringendo l'annoiato Francesco a rimetterceli a colpi di "Bodeo"(mitica pistola che pure Dylan dog si porta appresso) con la massima disinvoltura e noncuranza aiutato dal suo fedele assistente Gnaghi(Francois hadij-Lazaro),un'uomo affetto da ritardo mentale e capace di esprimersi solo con le prime tre lettere del suo nome.I due vivono la loro particolare condizione con una mestissima ripetitività nella totale emarginazione e diffidenza del resto dei paesani, cosa di cui non sembrano dispiacersi poi troppo.
Tutto cambia quando Francesco si innamora di "Lei"(Anna Falchi) una giovane vedova che lo seduce e lo fa innamorare perdutamente,la cosa presto dilaga in un'amplesso giusto sopra la tomba del defunto marito che resuscita istantaneamente(vedi te) e uccide Lei stravolgendo completamente la vita di Francesco che da qui in poi oltre che coi morti dovrà vedersela con la propria mente.
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| La Falchi come attrice non rende nemmeno da zombie,però c'è da dire che è di una bellezza mistica. |
Un'horror atipico.
Soavi riesce a fondere letteralmente le pagine del romanzo nella pellicola mettendoci molto del suo,il film è infatti intriso di quell'ironia nera dissacrante di cui l'intero romanzo è permeato, ma anche da elementi volutamente trash tipici delle commedie horror che in quel periodo(e sempre tranne che in questo caso, con risultati pessimi) imperversavano.Incredibile è il modo in cui i toni drammatici si vanno ad amalgamare con la farsa,come le scene oniriche succedono con la massima disinvoltura alle trovate più strane,incredibili sono le scene(ne troverete a bizzeffe)bizzarre che Soavi mette nella pellicola rendendola nella sua prima parte una sorta di polpettone horror comico/drammatico decisamente grottesco e tuttavia godibilissimo.
La seconda parte è quella più legata al romanzo ed al dramma, senz'altro migliore,di una profondità insperata e ricca oltretutto di aspetti molto particolari(la persistente presenza di "Lei" nella vita e nella mente di Francesco è resa benissimo),surreale e delirante invece il finale(con piccola citazione di un'altro famosissimo film,vi sfido a capire quale).
Rupert Everett è perfetto;malinconico,cupo,sarcastico,delirante, è il protagonista ideale sia nell' aspetto(Sclavi si è ispirato a lui per la creazione di Dylan Dog) che nella recitazione, come del resto il suo aiutante Gnaghi lo è per il personaggio che interpreta, nelle movenze e nei modi di fare.
Anna Falchi è espressiva come una betulla e supera qui ogni più nefasta previsione,erano gli anni in cui compariva in ogni rivista(spesso dal collo in giù) ed era praticamente onnipresente in televisione, ma bisogna ammettere che in certi frangenti è di una bellezza diafana e sicuramente in una scena la sua presenza è più che azzeccata ;Masciarelli(nella parte del sindaco arrivista) uno lo può vedere a suo agio solo in una puntata di Domenica in/Buona domenica. Il resto del cast comprende ottimi attori e pali di legno in una buona proporzione, oltretutto questo piccolo mondo fatto di personaggi stereotipati e a tratti fumettistici( l'ispettore rincoglionito Straniero e la vecchina ne sono un chiaro esempio) nella sua semplicità è costruito nei minimi particolari con ognuno di essi che ci dà sensazione ben definita della propria bucolica e "macchiettistica" esistenza.
Ottima la colonna sonora, curata da Manuel de sica,perfetto mix fra ironia,allegoria e dramma;ottimi anche gli effetti speciali del veterano Sergio Stivaletti che in certe parti toccano vette di gore mai toccate prima dalle produzioni nostrane(e la nostra era una buona scuola), lo si vede già nel primo quarto d'ora dalla qualità e quantità di effettacci splatter sparati in sequenza.
Dellamorte Dellamore è piena testimonianza di un'era che non esiste più, in cui erano le idee e il coraggio(che spesso naufragava nel delirio) a contare, e non i probabili incassi al botteghino.
Chi lo ha visto almeno una volta non può far altro che ricordarlo con affetto,mentre per tutti gli altri la visione è consigliatissima poichè altrimenti perderebbero l'ultimo caposaldo di un genere che in italia non esiste più ed uno degli horror più particolari e profondi che siano mai stati realizzati........Gnà.

