Doom

  • Sviluppatore: ID software
  • Formato: PC/PS4/Xbox one
Parlare o anche solo cercare di descrivere quello che è stato il vecchio Doom credo sia anche abbastanza superfluo visto quel che ha rappresentato e rappresenta nell'intero panorama dell'intrattenimento videoludico e non solo, quindi direi di passare direttamente alla contemporaneità.
La ID software dopo il mediocre Doom 3 si è cimentata in un'impresa molto ardua: riportare in auge la serie ripartendo da zero ed  eliminando quindi tutte le velleità horror ed i fronzoli del predecessore per tornare alle solide ed immediate basi dell'originale; con queste premesse e vista la grossa produzione di Bethesda alle spalle c'era da presupporre un gran titolone, vediamo se è stato cosi .

La doppietta è tornata in tutta la sua ignoranza e brutalità.

Il pianeta rotto.

Stare li a descrivere la trama di Doom è un poco come mettersi a fare i critici dinnanzi a quella di un porno, è infatti palese come tutte le traversie del nostro space-marine (dimenticatevi i complicati background a cui siete abituati, quello siete e nulla più) siano sempre state un mero pretesto per le orge di sangue demoniaco su Marte, e di certo gli sviluppatori non sono stati li ad ispirarsi a Lars von Trier neanche questa volta, ma un'accenno di trama voglio comunque darvelo.
Siete uno Space-marine inviato in una stazione mineraria su Marte che ha la scalogna di ritrovarsi in mezzo ad una cospirazione con nientepopodimeno che il diavolo ad opera di una ricercatrice rincoglionita che decide di aprire un passaggio tra l'inferno e la realtà, ed ecco le orde infernali che si precipitano a rotta di collo sul pianeta rosso con voi unico superstite a doverle contrastare.......mica male no?
L'inizio è comunque qualcosa di spettacolare che farà scendere la lacrimuccia a qualche vecchio nostalgico come me ed esalterà qualunque appassionato (complice la colonna sonora remixata del vecchio Doom, veramente fantastica), c'è da dire inoltre che l'ambientazione è ottimamente rappresentata, grazie anche  all'aura violenta e micidiale che ha sempre contraddistinto la serie.
I Revenant sono sempre più fetenti ad ogni iterazione della serie.

Proiettili a 60 fps.


Gli sviluppatori hanno dovuto essere ben determinati per poter dire ancora la loro nel panorama degli sparatutto in prima persona e quindi hanno dovuto per forza di cose fare delle scelte drastiche anche in previsione del fatto che il gioco avrebbe dovuto girare degnamente anche su console.
Ecco quindi il passaggio ai 60 fps fissi, qui garantiti dall'assenza di parecchi effetti grafici oramai di regola nei giochi di questa generazione, non temete però, la grandissima fluidità e la costanza dell'azione (mai un calo di frame rate) non vi faranno neanche accorgere della relativa semplicità grafica, il tutto va che è una meraviglia tanto che spesso dovrete fare a meno di qualsiasi strategia d'attacco per concentrarvi unicamente sullo stermino dei demoni (che molto spesso saranno pure in buon numero) ed affidarvi solo ai vostri riflessi ed alla vostra abilità....il caro vecchio Doom.
I livelli sono tornati ad essere molto ampi ed allo stesso tempo labirintici con la differenza che ora si sviluppano anche in verticale,  potrete infatti esplorarli in lungo ed in largo come in un "platform" facendo particolare attenzione ai salti e all'esplorazione della mappa, vastissima e piena di segreti.
Cosa sarebbe Doom senza le sue armi, vera icona del gioco: sono tornati i fucili a pompa, al plasma e compagnia bella, ognuna con il suo particolare feeling e potere distruttivo, oltretutto è stato introdotto un utilizzo alternativo di ognuna di esse, cosa che rende più vario e personalizza il vostro approccio alle sparatorie.
I nemici sono tornati tutti anch'essi in grandissima forma: dai velocissimi e fastidiosi Imp ai temibili Cacodemoni, tutti hanno i loro particolari schemi d'attacco che vi costringeranno nella foga degli scontri all'utilizzo di determinate strategie, cosa che alle difficoltà più alte risulterà parecchio impegnativa.
Una delle caratteristiche principali del gioco è l'introduzione di speciali esecuzioni (una più violenta dell'altra) sui nemici: questi una volta indeboliti a dovere potranno essere avvicinati e macellati tramite l'inclinazione dell'analogico destro; sembra una "feature" puramente gratuita, ma che invece  si adatta perfettamente allo stile del gioco e ben si combina al gameplay premiando l'abilità e la velocità del giocatore.
Ne friggerete di Cacodemoni col vostro fidato cannone Gauss.
La modalità single-player è abbastanza lunga (10 ore circa), permettendo cosi lo sviluppo del personaggio e delle armi proprio come in un gdr: ogni arma e la vostra tuta "Praetor" potranno essere potenziate tramite dei collezionabili e delle particolari "sfide" che troverete sparse per i livelli, è inutile dire che gli hardcore gamer rigiocheranno la modalità single-player fin quando non avranno sbloccato tutto.
Il multiplayer l'ho trovato abbastanza controverso, ci sono delle modalità molto divertenti ed il gioco ricorda molto i vecchi sparatutto "solo online" (alla Quake 3 arena per intenderci), ma diversi aspetti lasciano l'amaro in bocca, come i bonus raccoglibili nei vari livelli ad esempio, che tendono a sbilanciare troppo gli scontri in favore di chi li raccoglie per prima, cosa che può dare molto fastidio e che chiaramente snatura parecchio l'aspetto competitivo del gioco.
Il gioco è fornito anche di un ricco editor che permette agli utenti di creare mappe e modalità da condividere in rete, è un'ottima aggiunta che non mancherà di impegnarvi diverse ore dopo che avrete completato il gioco e che lo rende virtualmente infinito.
Cartoline da Marte.
  1. Grafica-8,5: Validissima ma povera di effetti, i 60 fps fissi però stanno sempre li a ricordarvi che ne è valsa la pena, specie su console; design di armi e mostri al top. 
  2. Gameplay-9: Velocità e riflessi saranno la vostra arma principale mentre il feeling con le armi è più che ottimo ed i livelli sono tornati ad essere belli tosti come Doom comanda, senza contare la soddisfazione che dà segare quegli stramaledetti Baroni infernali ogni volta. 
  3. Longevità-9: Single-player lungo e rigiocabilissimo, multiplayer bello tosto ed un'editor tutto da scoprire(e da giocare), che volete di più? 
  4. Sonoro-8: Effetti sonori sempre all'altezza e le musiche rimaneggiate del vecchio Doom da soli bastano per l'eccellenza. 
  5. Voto-9: E' Tornato Doom in tutta la sua violenza e frenesia, giocateci alle difficoltà più alte e ve lo godrete come non mai.