Uncharted 4: la fine di un ladro

  • Sviluppatore: Naughty dog
  • Formato:PS4
  • Genere: azione-avventura.
Persino i muri sanno quanto fondamentale sia stato l'apporto dei Naughty dog nello sviluppo di giochi per le console Sony, fu tuttavia con la trilogia di Uncharted che la casa raggiunse l'apice del successo trainando la PS3 nella lunga rincorsa alle console rivali.
La serie si impose subito fra gli adventure-action usciti fino ad allora e ridefinì limiti grafici, di narrativa e gameplay pur non inventando nulla, conquistandosi da subito il cuore dell'utente medio; un'opera mastodontica creata da degli sviluppatori che al pari di pochissimi altri hanno spremuto il meglio dalle console per cui lavoravano ottenendo l'impensabile(ricordo che per molto tempo la PS3, molto più potente di Xbox 360 non riuscì mai ad avere una sola conversione in grado di poter eguagliare tecnicamente quelle di casa Microsoft),...... chapeau!

Il fratello di Nathan oltre ad essere un gran simpaticone è anche la perfetta spalla per un'avventura nel magico mondo della pirateria.

La fine di un'epopea

Nathan Drake è oramai pago di avventure; dopo aver scoperto città leggendarie, tesori immensi ed aver portato la democrazia su interi eserciti di mercenari senza scrupoli, riesce finalmente a capire che la sua vita e quella dei suoi amici sono più importanti d'ogni altra cosa, ce lo ritroviamo quindi sposato e con un lavoro tranquillo, non fosse che all'improvviso ricompare Sam Drake il fratello creduto morto durante la ricerca dell'immenso tesoro del pirata Avery negli anni della giovinezza.
Sam è tornato per ritrovare quel tesoro e togliersi dagli impicci con un potente signore della droga: è inutile dire che il nostro dopo qualche obiezione si ritroverà coinvolto in un'incredibile avventura agli estremi del mondo, costantemente braccato da un nuovo esercito di mercenari ed alla ricerca di un tesoro che forse non è neanche mai esistito.
La storia è raccontata con una coerenza micidiale, gli eventi infatti non sono mai fine a se stessi ed ogni particolare della trama è perfettamente incastonato all'interno di una sceneggiatura che non sfigurerebbe affatto in un kolossal americano.
L'incidere della trama è in parte raccontato in "medias res": ovvero è inframezzato da "capitoli flashback" che vanno ad approfondire i rapporti fra i vari personaggi colmando ogni possibile buco di sceneggiatura; questi non sono comunque mai fastidiosi o infilati a forza nel gameplay e anzi costituiscono una buona variante all'azione classica della serie oltre che un modo per immedesimarvi meglio nel mondo del protagonista.
La recitazione dei personaggi è praticamente perfetta, grazie anche a dei modelli poligonali e animazioni incredibili che danno a tutti i personaggi espressioni vive e pressoché fotorealistiche; il doppiaggio non è da meno, tanto che persino quello italiano è azzeccato e sempre convincente (oramai chi conosce a menadito la serie si sarà affezionato ai doppiatori di Nathan e Sullivan, o probabilmente sono solo io il malato).

Vi verrà una gran voglia d'andare in Madagascar dopo aver finito il gioco.

Bigger, better and stronger.

Gli sviluppatori consci del successo e della qualità dei precedenti capitoli hanno deciso di non stravolgere affatto la formula di gioco limitandosi a migliorare ogni singolo aspetto; non troverete quindi nulla di totalmente nuovo o trascendentale rispetto al passato anche se questo non è necessariamente un male.
Il gioco è un action-adventure in terza persona inframezzato in diverse fasi: esplorerete scalando e trovando i punti in cui procedere nella mappa; risolverete enigmi ambientali (tutti molto semplici); c'è la classica sezione sparatutto in terza persona (alla gears of war per intenderci) e ci sono persino momenti in cui dovrete salire su dei mezzi o scappare dal nemico in maniera spettacolare.
Queste variazioni permettono al gioco di non essere mai ripetitivo dandovi sempre e comunque la voglia di proseguire anche solo per vedere da dove precipiterete la prossima volta.
Il level design è davvero splendido e molto curato: i livelli sono studiati per dare il meglio sia in termini di spettacolarità che di intuitività anche se c'è da aggiungere che nella stragrande maggioranza di essi la libertà di movimento è abbastanza limitata, questa è stata però una precisa scelta di gameplay atta a rendere l'azione sempre costante e limitare al massimo i momenti morti (sono state però introdotte delle interessantissime sezioni di esplorazione che andranno a confutare quanto appena detto, oltre che a mostrare le bontà del motore grafico).
L'aspetto sparatutto è stato migliorato in maniera sensibile: ora  le coperture sono molto più intuitive e le animazioni sono finalmente credibili e senza stacchi improvvisi; il gioco dà oltretutto la possibilità di approcciarsi in maniera stealth al nemico consentendovi di collezionare miriadi di uccisioni silenziose senza sparare un proiettile, complice anche la scarsa (ma non pessima) intelligenza artificiale dei nemici, sempre pronti a stupirvi con comportamenti davvero insensati.
L'azione è insomma una vera e propria giostra pregna di momenti intensi che non vi daranno tregua sbalzandovi da un livello all'altro con grandissima disinvoltura, anche se avrete qualche piccola soddisfazione in più giocandolo a livello difficile vista l'imbecillità dei nemici.
Graficamente ci troviamo senza dubbio al gioco più maestoso uscito su console: ogni minimo dettaglio grafico è curato in maniera incredibile, dalla vegetazione della giungla fino alle texture dei volti (curate in maniera maniacale).

Sparatorie ed inseguimenti vari sono quanto di più spettacolare riusciate ad immaginarvi.
I livelli offrono sempre scorci meravigliosi e in diverse parti del gioco resterete fermi solo per osservare meglio un panorama piuttosto che continuare.
Atolli, vallate, città, giungle, la varietà dei livelli è pressoché sconfinata, senza contare che il gioco presenta effetti grafici (la pioggia scrosciante su tutti) mai visti su console.
Tutto questo ben di dio non è mai disturbato da cali di frame-rate evidenti, anzi il tutto scorre tranquillamente sui 30 fps, e questo visto il valore ipertrofico della grafica è un'altro mezzo miracolo.
Il sonoro è anch'esso splendido con musiche sempre ispirate ed un doppiaggio più che perfetto.
La modalità multigiocatore ad essere onesti l'ho vista poco, ma comunque è povera di modalità e di gente connessa, quindi difficilmente la proverete più di tanto; questa a differenza del single-player va sui 60 fps fissi spogliandosi però di tutti gli effetti grafici per risultare il più frenetica possibile, ma comunque....
La longevità si attesta pure lei su buoni livelli: finirete il gioco in circa 8 ore giocando alla difficoltà normale e togliendo enigmi e perdite di tempo varie.

Ogni singolo personaggio è curato con una cura maniacale, sia graficamente che caratterialmente e gli antagonisti non sono certo da meno.
  1. Grafica-9,5: la miglior grafica mai vista su console, ne rimarrete impressionati ad ogni fotogramma.
  2. Gameplay-8: nessuna innovazione dal terzo capitolo, poco male però visto che comunque abbiamo davanti un ottimo gioco d'azione: impegnativo, vario, veloce ed accompagnato da una bellissima trama.
  3. Longevità-7,5: il gioco è ben sopra la media senza contare che vista la mole di segreti lo reputo rigiocabilissimo(la modalità multiplayer non la considero nemmeno).
  4. Sonoro-9: eccellente: musiche, effetti sonori e doppiaggio praticamente perfetti, in perfetta sintonia col valore dell'opera.
  5. Voto-9: Pur non rischiando nulla gli sviluppatori hanno confezionato il perfetto finale di una serie oramai entrata di diritto nell'olimpo dei videogiochi; un incredibile gioco d'azione con una trama degna di un film hollywoodiano e che vi terrà incollati al televisore ben oltre la fine della prima run.