Un mondo distopico: Brazil


Brazil di Terry Gilliam è un film che ci mostra un mondo distopico dominato da una burocrazia asfissiante, totalitaria e scandalosamente inefficiente. Terry Gilliam è noto per essere stato uno dei Monty Python e così, in fondo, lo spirito grottesco della comicità dei Monty Python pervade anche Brazil nella specifica declinazione dell’umorismo inteso alla maniera più pirandelliana possibile, ossia come l'immediata reazione d'ilarità alla visione di qualcosa di strano che, tuttavia, nasconde un dramma umano. Brazil non è dunque un film comico, malgrado che molti dei suoi passaggi più importanti siano divertenti e suscitino una risata (almeno a me viene da ridere).
L'errore di battitura che provocherà l'erroneo arresto di Archibald Buttle
Io, che non sono un intenditore, lo definirei un film “strano”, perché tale è fin dal titolo. Quando, un paio di settimane or sono, ne suggerii ad un amico la visione – non ne aveva mai inteso parlare – nel sentirne il titolo egli pensò immediatamente si trattasse di una commedia all’italiana con per protagoniste burrose natiche brasiliane. In verità, il motivo per cui il film ha questo suo titolo è presto chiarito: Aquarela do Brasil, meglio nota semplicemente come “Brasil”, è la famosissima canzone che funge da tema conduttore della colonna sonora.

Sam Lowry in sogno
Protagonista del film è Sam Lowry (Jonathan Pryce), un giovane funzionario del ministero dell'informazione, tenuto in gran considerazione dal suo incompetente capo, il sig.Kurztmann. Sam appare soddisfatto dal suo impiego e dalla sua vita da scapolo e dimostra non gradire le interferenze di sua madre nella sua vita privata e professionale. La madre, infatti, da un lato cerca di sfruttare le sue influenti amicizie politiche e nell'alta amministrazione per garantire al figlio una raccomandazione che possa fargli salire i gradini della carriera burocratica, dall'altro prova a fidanzarlo con la figlia impacciata, stupida e brutta di un'amica. La verità, incomprensibile all'homo burocraticus che costituisce la società distopica di Brazil, è che Sam è un'anima sognante che si rovinerà l'esistenza inseguendo la ragazza che popola i suoi animati sogni notturni, sogni nei quali si proietta come un coraggioso e valoroso principe guerriero – per di più alato e quindi supremamente libero – impegnato nello sforzo di liberare la sua inarrivabile donna da tutti gli ostacoli che si frappongono fra di loro.

Il carnefice
Effettivamente Sam riconoscerà casualmente quella donna in una persona venuta al potente Ministero dell'Informazione per presentare reclamo circa l'arresto del suo innocente vicino di casa, tale Archibald Buttle, per un mero errore di battitura dell'ordine d'arresto. Il film, infatti, ha inizio con la scena di uno svogliato ed anonimo burocrate che, non avendo altro da fare o non trovando interesse nel fare altro – come ad esempio lavorare – nel tentativo di uccidere una mosca all'interno del suo piccolo ufficio noiosamente bianco, provoca un piccolo inciampo nella macchina da scrivere automatica. Tale inciampo provocherà lo scambio di nome e l'errore di persona tra l'innocuo Archibald Buttle ed il temutissimo terrorista Archibald Harry Tuttle (Robert De Niro). Seguirà la violenta irruzione della polizia in casa di Buttle, con relativa distruzione dell'appartamento, l'incappucciamento del Buttle e la sua successiva sparizione. Non ditemi che non troverete divertente l'intera scena che perfettamente porta in rilievo i difetti di una burocrazia ottusa e totalitaria! 
Da quell'incontro casuale al Ministero nasceranno tutte le peripezie sciagurate di Sam, le cui vicende, altrettanto casualmente, si incontreranno con Harry Tuttle in persona quando il sistema di climatizzazione del suo appartamento andrà improvvisamente in tilt. Già, perché Tuttle è un sovversivo in quanto esercita abusivamente la professione di tecnico degli impianti. É vestito di una tutina nera come un qualunque ladro da fumetto, intercetta le telefonate dei cittadini che reclamano contro la burocrazia per le disfunzioni degli impianti e si presenta nelle loro case a riparare il tutto con velocità furtiva e modi simpatici, benché guardinghi (qualche cittadino particolarmente ligio alle regole potrebbe denunciarlo alle autorità). Infine, si dilegua nella notte come fosse Batman.

L'incontro tra Sam Lowry e Archibald Harry Tuttle
La storia di Sam non avrà un felice esito, purtroppo, come è lecito attendersi da un film di fantascienza distopico. Il mondo di Brazil, infatti, è un futuro ben altro che utopico, ossia positivo, rappresentando una società del domani nella quale nessuno di noi vorrebbe certamente vivere. La burocrazia e i burocrati sono onnipotenti, benché inefficienti, ottusi e orfani di un qualunque senso dell'umanità. Il ministero dell'informazione controlla tutti i cittadini in modo asfissiante e richiede continuamente la presentazione e sottoscrizione di pratiche e modelli cartacei. La polizia non ha alcun riguardo per i diritti civili delle persone e combatte il terrorismo con pratiche che oggi richiamano Guantamano. La società sembra divisa tra ricchi e poveri, dove i ricchi sono presentati come privi del senso morale, egoisti, sforniti di gusti estetici e gastronomici e dediti all'ozio burocratico e al consumismo; mentre i poveri, ovviamente, sono divenuti apatici a causa di una burocrazia disumanizzante, vivono in quartieri squallidi, vestono male e patiscono le ingiustizie del sistema. Insomma, come tutti i film di questo genere, anche Brazil ci offre molti spunti di riflessione.

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